Questi versi iniziano così…
Con la bellezza delle Montanare all’Amatriciana, in versione bijou con raffinata semplicità, con pomodorino lampadina DAMA e con guanciale di suino grigio dell’Ardesia cotto a bassa temperatura per 12 ore, che fa bella mostra di sé.

Da Francesco Martucci, patron de I Masanielli a Caserta, l’esperienza è sempre lirica, ricca di metafore, figure retoriche, nei piatti, negli accostamenti di sapori, nell’impasto…

Morbidissimo, con il cornicione dagli infiniti alveoli picassiani che potrebbe fluttuare per la sua sofficità. Una Margherita, con Pomodoro San Marzano Dop, fiordilatte, Koiné e basilico fresco, potrebbe far emergere una certa timidezza ma la sua elasticità avvolge…

La poesia si infittisce con certe descrizioni, tratte dal menù, che ammaliano quanto un sonetto di Shakespeare:
pomodorino ciliegino semi-dried,
mozzarella di bufala campana Dop,
capocollo di Martina Franca (firmato Salumificio Santoro laddove gli orologi si fermano),
Provolone del Monaco Dop,
olio evo Koiné.
La Santorina è pura armonia sia per l’aspetto perfetto sia per il sapore intenso e vellutato.

Poi arriva l’esegesi del pomodoro, presente in ogni forma, consistenza e grado di dolcezza realizzabile: ciliegino semi-dried, datterino giallo, datterino rosso confit (menzione speciale per quest’ultimo) e pomodoro lampadina secco DAMA, aggiunto a fine cottura. I formaggi sono due, entrambi di bufala: alla base la mozzarella e sopra, a crudo, il primo sale. 4 pomodori in 3 consistenze, God Save quell’omone che ammacca e compone con gli ingredienti…

…e poi arriva il cameriere, per il giusto finale, con entrambi le mani occupate!
In una porta, saggiamente, il piatto che ospita quell’impasto sofficissimo trapunto di caciobufala stagionato della casa Madio, messo a crudo; cerchi di scrutare gli altri ingredienti, ma sono visivamente nascosti, ingannevolmente dormienti.
Nell’altra mano un cannello, maneggiato con maestria: parte la fiamma e parte l’ultima rima!
Il caciobufala si scioglie e i pomodorini di Corbara, in acqua e sale, e la salsiccia di maialino nero casertano risorgono…
A parte l’affascinante effetto scenografico, inebriante sarà il profumo sprigionato e fantasticamente il palato sarà deliziato!
Eclettica, fiammeggiante ed elegante… è la Nero di Corbara.
Io la penso così…
I veri intenditori non mangiano pizze, degustano segreti come chi deruba i poeti, per attingerne la loro essenza.

