I Masanielli di Francesco Martucci – Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato [SK]

“Colè, da dove sei uscito?!“

Inizia tutto pressappoco così, ogni volta che attraverso la mia Abbey Road di Caserta con la finestra sul futuro. Ad ammaccare e conciare l’omone grande e grosso, mai domo, onnipresente, sporco di farina ma pulito di fatica.

Francesco Martucci. Il baricentro di un sistema di corpi collaudati, la risultante delle forze esterne agenti sul sistema. Quel famoso centro di gravità permanente de I Masanielli.

“Ho voglia di assaggiare due novità, maestro” – la mia timida richiesta.

Sì, perché Francesco emana un’energia frontale, d’impatto. Sai che di lì a poco inizia lo spettacolo nello spettacolo, la messa in scena di un elaborato diverso, di futuro senza ritorno.

Come la sua Marinara, ormai il mio antipasto pre-pizza d’obbligo. La famosissima dalle tre cotture, con l’impasto che cruncha con educazione e il topping che ammalia senza pudore. Da pubblicazione scientifica.

Le novità stupiscono, quindi, potrei dire, nessuna novità!

Un intero menù audace da esperienza assolutamente gourmet tributo al maestro del cinema Stanley Kubrick in cui coesistono vecchie protagoniste, dall’essenzialità del topping nel senso meno snob del termine.

5 Consistenze di cipolla, in crema, fermentata, croccante, bruciata, maionese di cipolla, fiordilatte, olio evo. Un percorso mistico per gli amanti dell’autenticità, il premio supremo dell’andare oltre le apparenze. Un unico ingrediente, di origini e consistenze diverse. La festa della cipolla è il manifesto dell’ossimoro della semplicità: l’ho assaggiata, odorata, riassaggiata. Una pizza avvolgente, senza retorica, e senza retorica confermo priva di conseguenze postume. Povera di ingredienti ma ricca di concetti: cremosa, dolce, sapida, croccante, ciascun morso mai banale. Un doppio livello di rappresentazione, fisico e metafisico. Incredulo.

Giunge, poi, il film. Eyes-wide-shut. Mai titolo fu più preciso: anche se chiusi, gli occhi restano spalancati! Crema di spinaci, fiordilatte, coppa di testa, humus di castagne in olio di cipolla, nocciola di Avella, olio affumicato. Esempio di analogie con il compianto regista: grande metteur en scène, sperimentatore infaticabile di nuove tecnologie, inventore di nuovi modelli narrativi e metanarrativi, sempre in equilibrio fra la ricerca d’avanguardia e le forme spettacolari. Le pizze di Francesco sono così, questa pizza è così. Un morso lungo, anzi lunghissimo, alla cremosità inumana si associa un continuo spettro di sapori solisti e corali. L’amaro degli spinaci, l’aromaticità e il profumo del salume, la delicatezza avvolgente e dolce dell’humus, il crunch delle nocciole e il piccante che precede il The End. Una creazione equivalenza di consapevolezza, di saper osare senza paura, di catapultarti in mondi sconosciuti. Irriverente e irrefrenabile.

Su quel soffio di impasto, sempre più disarmante, vivo, da solido amorfo, canovianoScolpito all’interno!

Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato (realizzato).”
Adoro certe macchine da presa
Prontissimo per la prossima pellicola!

I Masanielli di Francesco Martucci
Viale Giulio Douhet, 11
81100 Caserta

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