Provo sempre meraviglia per i dettagli, la cura di certi intrecci, soprattutto quando la classica dicotomia arte-ricerca si risolve nella coincidenza dei due termini.
Il bello ideale va cercato, inseguito!
…e sedendo e mirando,
interminata bellezza
che sbuca da quella vetrina,
sontuosa e precisa,
con la sindrome di Stendhal
sempre in agguato dietro l’angolo…
Da Celestina la bellezza è una gioia per tutte le stagioni e si cinge di delicata bontà.


Forma, leggerezza, grazia e raffinatezza.
La Pavlova ha le sembianze di una rosa perenne: mousse cioccolato bianco e vaniglia del Madagascar, gelè di lampone, meringa e sablè alle mandorle. Avvolgente nelle note e nelle pause, cremosità eterea priva di eccessi, dolce e profumata, cuore acidulo e allegra croccantezza. Una ballerina che danza leggiadra, vibra verso l’alto e atterra dolcemente al palato. Applausi scroscianti.

Il Mont Blanc, poi, è riletto e rivisitato. La montagna di neve ne perde in pan di Spagna ma ne guadagna in disarmante estetica. Frolla al cacao, frangipane alle mandorle e castagne, mousse alla vaniglia e marron glacé. Un double-face tra amaro e dolce, croquant et crémeux. Molto bello e sinuoso, giusto un “ri-castagnare” la dose…
Nancy Sannino ha trovato sicuramente la formula giusta!
Contemplare la bellezza, l’unica contro cui la forza del tempo diviene vana. Fermarlo con ricerca è davvero arte…
À bientôt!