Vuoi essere estremamente felice?!
Lasciati andare.
Facile & felice nello stesso posto. Dove l’incipit che sbrilluccica dal led giallo vive di un invito che sa di bello, di misterioso, di un totale abbandono in mani esperte e rassicuranti.
La scritta che vorremmo leggere ogni istante.
Se lo dite voi! Ok, ci sto!
Cinquanta – Spirito Italiano. Pagani (Sa).
Il bar anni 50/60 nazional popolare, seconda casa dell’italiano medio. Location perfetta da vita lenta, dove tempo e spazio si fondono rallentando il ritmo della frenesia quotidiana. Un bancone che gira dintorno e tanto spazio dove i vari tavoli sono disposti a livelli. Specchi, materia grigia e arancione.
Alfonso Califano e Natale Palmieri hanno disegnato un gioiello che estrapola dal passato concetti totalmente futuristi. Densità di pensiero e contenuti fuori dal comune, con principi antropocentrici.
E poi coccole, coccole infinite dall’inizio alla fine. Grazia e competenza in bella mostra nei cv di ciascun collaboratore di sala.
La lista dei drink sorride di grandi classici della miscelazione contaminati con arte e stechiometria. Ovviamente non sono l’ultimo Boulevardier ma mi sciolgo ogni qualvolta che bevo come mangio.

Bramble di Sofia. La mia scelta. Bombay Sapphire Gin, pop corn, vino ai frutti di bosco. Era così buono che volevo berne un secondo. Note agrumate fresche e vivaci, la morbidezza del bosco e il titillio pop e sapido della polvere dei corn che cadenzava ogni bevuta. Passionale. Carnale. Mistico. Vanitoso. Velluto. Velluto damascato. Può tutto questo essere un cocktail?


E una cucina che sorvola le vette dei drink. Corretta, lineare, intrigante. L’aperitivo sembra uscito da una gioielleria, col bignè salato, il crocché comediocomanda e il finto pomodoro ripieno di stracciata. Talmente belli che non volevo mangiarli. E se anche il Double Smash Cheeseburger risulta ben calibrato l’invito imperante si trasforma in vera esigenza.
Di un posto rilassante così… dove anche un flâneur come me, riesce nell’impresa felice di Lasciarsi andare…