Giugliano in Campania (Na).
Una trattoria. O meglio La Trattoria.
La storia. Dal 1948.
Come casa. Il tepore di una finestra.
Un colore. Il verde.
Un ambiente che sa ingannare il tempo. Limpido e luccicante. Lentezza autentica. Come nella stanza da pranzo adibita a festa per le occasioni importanti. Legno, mobilia, tovagliato, carta da parati a fiori. Il camino semi accesso. Profumo di famiglia che parte dalla cucina. Due donne: Luisa e Laura, con la loro brigata.
Per i sorrisi, all’accoglienza Guido Cante e Giacomo D’Alterio, rispettivi mariti delle sorelle Iodice. Il garbo a tutto tondo di Francesco D’Alterio per vino, varie ed eventuali.
Più ci si addentra, ovunque ci si addentri, più c’è silenzio che fa rumore nel cuore. Benvenuto emozionale, zuppetta di lenticchie e mozzariello.


L’antipasto è uno scioglilingua di divertissement da leggere tutto di un fiato: polpette al ragù con uvetta passa e pinoli; gateau salsiccia, friarielli e provola; sformato spinaci e patate; cracker pomodoro e origano con stracchino, noci e miele; polenta fritta, funghi e formaggio con fonduta di zafferano e pepe. Finisce subito.


Mezzanelli Lardiati, il sentimento profondo. Alchimia. 70 anni di lardo di pancia di maiale che si fa crema spalmabile per flâneur malconci. Tra i piatti fondamentali, se mi dimentico me, com’ero. Necessità.


È periodo di Carnevale. Il fuori menù è Lasagna. Stratificata. Passionale. Con le polpettine. Morbidezze indicibili.
Baccalà e scarole, tutto ciò che conta. Quel tempo sospeso di cui sopra.
Da queste parti sanno fare bene un milione di cose, ma colpiscono in primis per come sanno essere umani e riportare il senso d’ospitalità alla culla d’avvolgenza. Predisporsi alla gentilezza, dilatarla nello spazio e nel tempo perché diventi un sussurro costante.
Fenesta Verde, la provincia che si fa cuscino caldo che ti può cullare…