Succederà l’incanto.
Sì perché i luoghi dove si sta davvero felici si ricordano.
Ci si innamora da vicino, ci si innamora da un angolo, scendendo le scale, sporgendosi mentre gli occhi ballano.
Toccare il cielo con un dito e respirare il cuore del mare.

La terrazza panoramica dell’Hotel Sporting di Vico Equense ti paradisa l’anima. Scenografia preziosa, divino terreno che si fonde con l’arte di bocconi acuti, trovando appoggio morbido nell’accoglienza e nel servizio dall’umanità disarmante.
Il ristorante “di Sole… di Luna”, disponibile non solo per gli ospiti dell’albergo, rinnova la sua identità culinaria con Chef Alfonso Natale, a capo della brigata.
Un modello di cucina dalla creatività solida e bella lucida ben calato nel contesto. Piatti dalla mano d’autore nascosta sotto sembianze informali e sciolte, centrati nella rotta e concentrati nel gusto. Grandi classici incontrano nuove vibes, colori vivi e intensi raccontano la costiera, le colline, il pescato del giorno, i frutti di una terra. Talvolta con audacia ma anche intelligenza sentimentale. L’Hotel Sporting può contare su due rigogliosi orti, fonte preziosa di frutta e verdura freschissime che gli chef selezionano con cura e lavorano con estrema delicatezza.
Amuse-bouche che spiana il percorso. Pane tostato, alici marinate, tocco agrodolce, spuma di mandorle e chutney di albicocche. Contrasti d’autore.


Lo Sgombro cbt col crunchy caramellato in superficie inonda di umami salmastro giocoso. Tendenza dolce costante nel party fresco e colorato di datterini gialli e rossi, cipollotto nocerino, albicocca e riduzione di aceto di mele. Una finestra sul mare.

La Rosa di Parmigiana è l’arte di fare e saper fare. Evergreen di piacevolezza assoluta fatta di levità e candori. Ossimoro.


Il Risotto alla Pizzaiola ha l’aromaticità indovinata. Ancora tocco iodato di bottarga di tonno a spingere, pomodoro giallo a spegnere. Alchimia.


I Bottoni alla Genovese coronano l’impronta stilistica e il temperamento emotivo. Materia, tecnica, vanità. Il brodo di cipolla di Montoro rincara la dose aromatica con succulenza necessaria e affettiva. Divini.

Il Baccalà in pastella, 24 kt, scherza con la sfacciataggine della salsa barbecue in un prato di verdure estive. Dipinto.


Stessa linfa e vigore cromatico si ritrovano nei dessert iridescenti di Mario Bossa: O’ Vin ca’ Percoca, ganache montata alla vaniglia, cuore morbido al vino e pesca gialla, crumble al finocchietto selvatico; Uovo di Cocco, bavarese al cocco, crema di mango e maracuja servita su una brunoise di ananas. Affascinanti, decisi, 3D.


In sala, l’arte dell’accoglienza si esprime con eleganza e misura. Il servizio è discreto ma sempre attento, capace di cogliere e anticipare ogni esigenza degli ospiti, rendendo l’esperienza a tavola davvero impeccabile. A guidare questo percorso sensoriale ci sono due figure d’eccezione: maître e sommelier, omonimi non solo per nome e cognome — entrambi si chiamano Antonio Savarese — ma anche per la passione autentica che li anima. Con competenza e sensibilità accompagnano gli ospiti in un viaggio tra sapori e racconti, suggerendo il vino ideale per ogni piatto e ogni emozione. A completare questo quadro di rara armonia, i camerieri contribuiscono con garbo, sollecitudine e un sorriso sempre presente.
Tripudio di franchezza ascetica accudita nei piatti; e cielo e mare quali insostituibili commensali… Indimenticabile!
In abbinamento:
Poizzo Bianco Igp Abbazia di Crapolla
Metodo Classico Brut RipaBassa Villa Raiano
Mongolfiere Aglianico del Taburno Rosato DOCG
Per e Palummo Antonio Mazzella
Falanghina del Sannio Svelato Terre Stregate
Coda di Volpe Masseria Frattasi
Forastera Casa d’Ambra
Passito Privilegio Feudi di San Gregorio