Una magica corte all’interno di un palazzo storico di Aversa (Ce) che diventa diamante.Dintorno un’architettura dalle geometrie classiche si fonde con la modernità e la raffinatezza dell’arredamento. Velluti, legni bianchi e luci soffuse. Richiami floreali fanno da coro all’ocra sfavillante. Spazi ampi, ampissimi. Un piano che suona fa esplodere gli angoli romantici. E il bartender…
Casa KBirr – Emblema gastronomico di un animo partenopeo
Quando torno a Casa KBirr, in quel di Torre del Greco (Na), è un po’ come se il cuore si allargasse, se i respiri si facessero più profondi.È di una bellezza disarmante la napoletanità che si respira… Nell’indole conviviale del padrone di casa Fabio Ditto, vulcanica fucina di idee e naturale predisposizione nella ricerca delle…
Acquerello Ristorante – La pennellata gourmet, leggera ed espressiva
E qualcosa rimane “tra le pagine chiare e la pagine scure”…L’ammirazione, poi, diventa profonda quando quel qualcosa si chiama coraggio, dalle sfumature eroiche. Coraggio nel crederci, nel mettersi in gioco, nell’investire nella propria idea gastronomica, nella gioia della socialità della vita, nella valorizzazione di esperienze che si nutrono del bello ideale.Un plauso ai fratelli Irollo,…
Fratelli Salvo Francesco & Salvatore – Lasciarci sempre un pezzetto di cuore
Ho sempre creduto che fosse giusto lasciare un pezzo di cuore a una persona, a un ricordo o in un luogo. Lasciare indietro un pezzo di cuore vuol dire creare lo spazio per un pezzo di cuore nuovo più avanti. Ma se non lo si fa, se ci si tiene per sé tutto il cuore,…
Pizzeria Cafasso – Il ripieno tondo: tratto da una storia autentica
Bisognerebbe iniziare questi primi giorni di giugno dentro certi occhi. Accovacciati tra la pupilla e un profumo senza precedenti.Avevo bisogno di ubriacarmi di ricotta e salame, di pepe e fiordilatte.Una necessità quasi fisica di sentire l’olio grondare tra le mani.Niente è come sempre, anche se la forma è tutto.Tonda sì, come non l’avevo mai vista,…
Pepe in grani – Suggestione, silenzi, pace: una riapertura viva di sorprese
48 km.Questa è la distanza che mi separa da Franco Pepe.Troppa, infinita, così era mentalizzata prima dell’assaggio.Ma al primo morso – più di 5 anni or sono – la lontananza divenne infinitesima. Impalpabile. Come la delicatezza di quell’impasto, come una passeggiata tra nuvole e arcobaleni, marzapane e zucchero filato, che precede la festività del palato.Da…