Bisognerebbe iniziare questi primi giorni di giugno dentro certi occhi. Accovacciati tra la pupilla e un profumo senza precedenti.
Avevo bisogno di ubriacarmi di ricotta e salame, di pepe e fiordilatte.
Una necessità quasi fisica di sentire l’olio grondare tra le mani.
Niente è come sempre, anche se la forma è tutto.
Tonda sì, come non l’avevo mai vista, ma non è una Margherita.
“Mi fu presentata all’improvviso…
Venne al tavolo così, spudorata, nella sua veste diversa.
Cupido era lì, e scoccò la freccia!
Il suo cuore era carico di meraviglie.

I meno poetici l’appellavano Ripieno ma per me non poteva esserlo, era troppo n’ata cos’…
Una manifattura eccelsa, un sandwich di delicatezza dove la pastosità della ricotta abbracciava la saporosità del salame, la briosità del pepe la dolcezza del fiordilatte, rendendo avvolgente anche l’impasto che si scioglieva alla presenza di tanta passione. Due firme, quelle di Ugo e Stefano, padre e figlio della Pizzeria Cafasso a Fuorigrotta, per un ripieno autentico e passionale.
Ci lasciai il cuore e il mio amore totale e, da buon galantuomo, mi tolsi il cappello…
Fu una serata romantica nei volti e nei sapori, ardente di esaltazione del sentimento e del “fare le cose per bene” in opposizione alla ragione esaltata. Una bellezza senza tempo, una predisposizione all’umiltà, all’accoglienza smisurata, al garbo e all’amabilità, degne di una ballata!”
E niente, in questo periodo, ogni volta è come rinascere. Tutto è nuovo e bellissimo, lucido, intatto.
Si piange e si ride. E ci si riempie gli occhi di luce e colori…