C’è un amore che non muore mai,
più lontano degli dei…
A sapervelo spiegare che filosofo sarei!
Dehors, pioggerellina, il freschetto da “chiudi un po’ la porta”, giubbino munito, MA finalmente la calda e fumante a tavola.
Dio esiste!
Emozioni da marciapiede.
Lì dove ci hanno insegnato di non accettare “caramelle dagli sconosciuti”.
Ma dai Fratelli Salvo accetterei tutto, anche una Margherita Caramella.
Comfort food e comfort people.
Un vezzo tra le 6 varianti della Carta delle Margherite.
L’elogio della delicatezza.
Pomodoro datterino Caramella di Nola, fiordilatte, olio extravergine d’oliva, basilico.

Color rosso vivo, interi in succo e passata, con buccia sottile e morbida, dolcezza spiccata e basso livello di acidità. Un pomodoro sublime, sorprendente assaggiato su montanarina, che si esalta quando veste la Margherita. Scelta atavica densa di contenuti e di rara piacevolezza. Poesia.
Impasto che tiene fede sempre alle attese.

Avant-garde essenziale per la Patate, Pezzente e Verzin. Base di fiordilatte, tocchetti di patate al forno con buccia, pezzente piccante della montagna Materana, erborinato di vaccino Verzin, olio evo. Onniscienza: dolcezza del tubero, briosità e affumicatura speziata del Presidio Slow Food lucano, morbidezza e “burrosità” con note di sottobosco del formaggio. Profumi armonici accompagnano il morso tondo, definito nel gusto, divertente, decisamente bello.
Francesco e Salvatore, poi, nella combinazioni di eccellenze sono alchemici.
Gli spietati, insomma.
E come sempre Never Enough!