Pizzeria I Vesuviani – Beata la gioventù che spacca

Beata la gioventù che spacca senza agitarsi o gridare da zero generazioni. Beati i figli del Vesuvio che sempre più riempiono i propri occhi dei colori di tavole d’autore.

Impasti autorevoli. Inclusione di genere. Ciascuna delle varie forme di espressione artistica in un menù esente da limiti.

La teglia fa da calibrazione dello strumento. Repertorio di signature. Il palato brama quel crunch pulito ed educato. E poi si tratta di scelte imprescindibili. Sacro e profano, ragione e fede.
Se la Genovese con conciato romano e cioccolato fondente sa di voli imprevedibili ed ascese velocissime, la Burrata e Gambero Rosso parla di geometrie esistenziali. I pensieri fissi fanno le scelte obbligate. Morso che permane, lode dell’inizio sopra il giudizio.

Poi la new entry. Folgorato dalla lettura e convertito dalla visione. Mattonella Romana. Si legge ancora, omaggio a Sancho. Un tetris di armocromie: porchetta di suino campano, provola di Napoli, patate d’Avezzano, maionese al rosmarino, origano. Un multi strato di perversione In crosta di patate. Nel fragore infinito è cristallo e sfoglia, ovatta e seta. Policromie stratificate, millefoglie di gaudio solenne. La sfumatura umile del lusso. A scuola di attitudine.

Poi le tonde cotte a legna e la Margherita San Gennaro con stesura generosa è un monster cambio registro. Ci ho visto una ruota-di-carro che sazia l’inedito scibile di gastro-esigenza. Perfetta, autentica, con un linguaggio espressivo concordante al palato. Soffice, leggera, condita con perizia. Futura.
Così ci si lascia andare intorno alle circonferenze.

La Provola e pepe moderna è la botta atavica di umami dove la crema di pomodorini arrosto decolla.
Tracce goderecce di libera fantasia oculata la Maiale giallo e nero. Cremosità del giallo in succo, dolcezza elettrizzante che si scarica nella sapidità della pancetta tesa affumicata di suino nero lucano e crunch inedito di pistacchio di Bronte. Piglio scrupoloso e slancio passionale.
Poi l’opulentia sfacciata della Piccoli gourmet. Sfoglie di patate al burro di Normandia e spalla cotta di Mangalica, l’abc gastronomico per sentirsi vivi.

Il padellino, infine, fa da dessert a mo di fragranza d’ambiente. Impasto con grani campani macinati a pietra e lievito madre. Affinità elettive con la natura immateriale del prodotto. Qualsiasi esso sia. Ovunque esso sia. Uno stile limpido, acuto e risolutivo a tal punto da rasentare il misticismo.
E spesso dal carattere felice e ribelle con fiordilatte, taleggio, fichi bianchi del Cilento, jamon iberico, caviale di tartufo. Equilibrio che abbraccia tutti.

Impazzisco per questi ragazzi. Francesco e Federico De Maria hanno creato un tempio della gioia costruito sopra un velo di avanguardia. Un mondo pizza spogliato da ogni complicazione.
Beata la gioventù quando é così piena di talento. Ma beati pure noi che ne viviamo la bellezza de I Vesuviani.

Pizzeria I Vesuviani
Via Madonnelle, 80030
Castello di Cisterna NA

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